La Commissione europea ha dato il via libera alla quinta e ultima richiesta di pagamento presentata dalla Danimarca nell’ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), il pilastro centrale di NextGenerationEU.
La tranche, pari a 359 milioni di euro in sovvenzioni, è stata valutata positivamente da Bruxelles, che ha verificato il completamento soddisfacente dei restanti quattro traguardi e dei dodici obiettivi previsti dalla decisione di esecuzione del Consiglio.
Con questo via libera, Copenaghen diventa il primo Stato membro dell’Unione a portare a termine il 100% delle riforme e degli investimenti previsti dal proprio piano, per un valore complessivo di 1,63 miliardi di euro. Il traguardo arriva in anticipo rispetto alla scadenza fissata per la fine di agosto 2026, termine ultimo entro cui tutti i Paesi beneficiari del RRF devono completare l’attuazione dei rispettivi piani nazionali.
Il piano danese, approvato dal Consiglio il 13 luglio 2021 e successivamente aggiornato nel novembre 2023 con l’inserimento di un capitolo dedicato a REPowerEU, prevedeva un contributo finanziario complessivo di circa 1.625,9 milioni di euro. La cifra comprende sovvenzioni RRF per 1.429 milioni, una componente REPowerEU da 130,7 milioni e un trasferimento di 66 milioni dalla riserva di adeguamento alla Brexit destinato al piano.
Nella sua versione più recente, il piano era stato riorganizzato riducendo da sei a cinque il numero di rate di pagamento, ciascuna collegata al raggiungimento di traguardi qualitativi e obiettivi quantitativi. Lo scorso 2 marzo la Danimarca aveva inoltre presentato una richiesta di modifica del piano, nell’ambito del consueto processo di aggiornamento previsto dal regolamento RRF.
Le risorse sono state destinate prevalentemente alla transizione verde, che assorbe il 69% del piano contro il 59% della versione originale, oltre che a riforme nel settore sanitario e alla trasformazione digitale del Paese. Tra le misure finanziate figurano investimenti in efficienza energetica, riscaldamento verde, cattura e stoccaggio del carbonio, mobilità sostenibile e potenziamento della connettività a banda larga nelle aree rurali. Il capitolo REPowerEU, in particolare, ha introdotto una nuova riforma e quattro investimenti, tra cui la creazione di una struttura nazionale per l’accelerazione delle procedure autorizzative per i progetti di energia rinnovabile.
Il regolamento che istituisce il Dispositivo per la ripresa e la resilienza fissa al 31 agosto 2026 il termine ultimo entro cui tutti gli Stati membri devono completare traguardi e obiettivi dei rispettivi piani, mentre i pagamenti delle ultime rate possono protrarsi fino alla fine dell’anno. Con l’erogazione approvata oggi, la Danimarca anticipa quindi la scadenza di circa due mesi, risultando il primo tra i 27 Paesi beneficiari a raggiungere il completamento totale del proprio piano.
La situazione dell’Italia
L’Italia, che con 194,4 miliardi di euro resta il piano più consistente tra quelli nazionali finanziati dal Dispositivo, si trova in una fase più avanzata rispetto alla media europea ma non ha ancora completato l’erogazione delle rate.
Lo scorso 29 aprile la Commissione ha espresso valutazione positiva sulla richiesta di pagamento della nona rata, da 12,8 miliardi di euro, legata al conseguimento di 50 traguardi e obiettivi.
Con questo trasferimento, le risorse complessivamente ricevute da Roma dall’avvio del Piano hanno superato i 153 miliardi di euro, pari a circa il 79% della dotazione totale. Resta da erogare la decima e ultima rata, condizionata al raggiungimento degli obiettivi fissati per la scadenza del 30 giugno 2026, termine entro cui devono essere formalizzati anche i contratti relativi agli strumenti finanziari rotativi.
Le rendicontazioni e le richieste di pagamento finali potranno comunque arrivare fino al 30 settembre, con l’erogazione conclusiva attesa entro il 31 dicembre 2026.

